I RAEE

Ogni anno il volume RAEE cresce ad un tasso tre volte superiore rispetto a quello dei normali rifiuti solidi urbani, candidandosi a diventare quarta tipologia di rifiuto più prodotta dopo il rifiuto organico, carta/cartone, vetro, plastica.

Nel 2010 l’ONU ha lanciato un allarme relativo al picco di rifiuti WEEE (1) che ci attende nei prossimi anni a livello mondiale: servono soluzioni per ridurre l’impatto ambientale della massa di RAEE che rischia di invadere il pianeta. A fronte di 10,3 milioni di tonnellate di AEE immesse sul mercato UE 27, oggi vengono prodotte circa 9 milioni tonnellate di RAEE, con previsione di arrivare a 12,3 milioni di tonnellate entro il 2020 (corrispondenti a circa 22 kg/abitante).

Oggi l’UE stima che solo 30% di RAEE venga gestito in maniera corretta: la parte restante rischia di essere trattata in maniera non conforme, con dispersione di materiali nocivi per la salute e per l’ambiente, o esportazione illegale in paesi terzi.

L’intercettazione di tali rifiuti in Europa è ancora bassa: oggi sono pochi i Paesi membri ad aver superato i 6 Kg/abitante di raccolta differenziata RAEE (la raccolta è molto diversificata: si passa dai 16,8 kg in Svezia, ai 13,9 Kg in Danimarca, ai 10,8 kg in Norvegia, ai 9,8 kg in Finlandia, ai 9 kg in Irlanda, agli 8,8 kg in Austria, ai 8,5 in Lussemburgo, agli 8,1 in Belgio, ai 6,3 kg in Spagna – secondo le fonti Eurostat dati 2008).

In Emilia Romagna, tra le regioni italiane con le migliori performance, la raccolta media è di 6,44 kg/abitante, mentre quella media nazionale è ancora a 4,29 kg/abitante come risulta dal Rapporto Annuale 2011 del Centro di Coordinamento RAEE.
Con il recepimento delle Direttive Europee, anche in Italia è entrato in vigore il DM 65/2010: un regime di gestione semplificato dei RAEE ritirati dai distributori, centri di assistenza tecnica, installatori (comunemente chiamato “one-to-one” o “usato contro nuovo”) che potrebbe portare ad un incremento sensibile della raccolta RAEE.

Il 19/1/2012 il Parlamento europeo ha approvato l’aggiornamento della Direttiva 2002/96/C. Pertanto, quando il Consiglio avrà approvato formalmente le nuove norme e queste verranno pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale, gli Stati membri avranno 18 mesi per inserire le disposizioni nella legislazione nazionale che porterà secondo le aspettative ad un notevole incremento della raccolta RAEE.
(1) WEEE: Acronimo di "Waste Electrical and Electronic Equipment" che in italiano diventa RAEE acronimo di "Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.
Fonte: elaborazione dati di HERA spa