profilo linkedin
pagina youtube
pagina twitter
pagina facebook
versione inglese

[20/09/2019] Il percorso educativo con i carcerati del progetto Cec

Sentirsi amati e perdonati, così il riscatto è possibile. Un uomo non è il suo errore.

Paolo Cevoli aveva diciassette anni quando sentì pronunciare questa frase dal suo insegnante di religione al liceo scientifico di Riccione, don Oreste Benzi. Quarant'anni dopo ha riletto queste parole nella Casa Madre del perdono di Rimini, dove i figli spirituali del prete romagnolo accolgono detenuti che stanno finendo di scontare la pena e cercano un riscatto personale.

E da quel giorno è iniziata un'amicizia con i figli di Benzi, i volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII, che l'altra sera è andata in scena al Meeting di Rimini, in un incontro dove i ricordi e le esilaranti gag del comico hanno accompagnato con leggerezza le testimonianze di alcuni ospiti della Casa. Esistenze cambiate da un incontro, come è accaduto ad Andrea e Giovanni al Lago di Tiberiade, e poi a Zaccheo, alla Samaritana, alla Maddalena e a milioni di persone fino a oggi.

Volti che si illuminano perché qualcuno li guarda con amore, scommettendo sulla loro volontà di cambiamento. Davanti a un pubblico commosso si è declinato il titolo del Meeting, ispirato a una poesia di Wojtyla: "Nacque il tuo nome da ciò che fissavi". Daniele, figlio di genitori separati, se ne va di casa e si arruola nella criminalità, cercando le gratificazioni che non aveva trovato in famiglia. Riccardo, abbandonato dal padre alla nascita, sfoga la rabbia che cresce in corpo facendo rapine. Adolfo sceglie il guadagno facile e procura morte a decine di giovani spacciando eroina a Scampia.

Per tutti la fine della storia sembra scritta nel buio di una cella. Finché incontrano la possibilità di accendere la luce aderendo al progetto Cec (Comunità educante con i carcerati), nata per dare corpo alle parole di don Benzi, che di vite fallite e poi rifiorite ne aveva viste tante: l'uomo non è il suo errore.

Ai detenuti viene proposta una ospitalità in strutture comunitarie dove, accompagnati da volontari, possono sperimentare una convivenza sul modello familiare e momenti di formazione professionale, dentro un'esperienza di fede con cui liberamente misurarsi. "Sentirsi amati e perdonati è la molla del cambiamento - chiosa Cevoli. Non è così anche per tutti noi?". 

News/Eventi in evidenza

[20/02/2019] I RAEE, questi sconosciuti.
Meno di un quinto sa come devono essere trattati i rifiuti elettronici
» CONTINUA